martedì 23 ottobre 2018

La Schiuma dei giorni di Boris Vian




Libro particolare. O lo ami o lo abbandoni.
Surreale tanto, da spiazzarmi alle prime pagine. Ma siccome sono un' Ariete non mi arrendo facilmente. Ho letto e riletto i primi capitoli e poi... mi si è aperto un mondo! Sono entrata nella storia tanto da lasciarmi coinvolgere e finire il libro in tre giorni. Un record per me, che ultimamente leggo alla velocità di un bradipo assonnato.
Boris Vian è un autore capace di scrivere in modo scorrevole una  bellissima e surreale storia d'amore intrisa di poesia,una storia  apparentemente leggera ma che ti lascia segni profondi e ti fa pensare.
Da leggere!

                                                          Azzurrocielo


       

sabato 20 ottobre 2018

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                                                                  Lampi notturni
                                                              rompono il silenzio
                                                                  di questa notte


                                                                        Azzurrocielo



                                                             immagine : da pixabay.com

lunedì 15 ottobre 2018

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Vanno le ore
nel loro lungo viaggio
sempre in tondo


Azzurrocielo


immagine da pixabay.com

martedì 2 ottobre 2018

6



 E poi il cielo
cambia il suo colore
come d' incanto


Azzurrocielo

immagine: dalla finestra del mio ufficio

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Pioggia e cielo
annunciano che ora
qui è autunno


Azzurrocielo



immagine da : pixabay

martedì 21 agosto 2018

Le due ruote



La vide una mattina mentre percorreva a piedi la strada da casa all' ufficio. 
Si intravedeva appena, sbirciando all'interno dalla vetrina polverosa del vecchio negozio incastonato tra le case del borgo. 
Che fosse vecchia lo si capiva dalla sua forma un pò antiquata.  La sella era allungata e il manubrio ampio; tuttavia non occupava molto spazio, era sistemata in un angolo davanti a una scansia di rubinetti di ottone.
Alfredo si fermò ad osservare meglio la vetrina. Gli oggetti esposti erano tanti, tutti di generi diversi e dal loro aspetto erano sicuramente pezzi di antiquariato. Si chiese se quella bicicletta che aveva attirato la sua attenzione fosse in vendita o fosse di proprietà del negoziante. L'unico modo per saperlo era entrare e chiedere. Non quel giorno però. Alfredo non aveva tempo. Aveva indugiato troppo davanti alla vetrina e  rischiava di arrivare tardi in ufficio.
Il giorno dopo uscì di casa per tempo e rimase deluso quando si rese conto che era appena spuntato il sole all'orizzonte e lui era già arrivato al negozio.
<< Che cretino sono! Sicuramente a quest'ora sarà ancora chiuso >> disse tra sè e sè.
Sbirciò all'interno della vetrina e vide la bicicletta nello stesso posto in cui si trovava il giorno precedente. Gli sembrò ancora più lucida di quanto la ricordasse . 
D'istinto abbassò la maniglia della porta d'ingresso del negozio ed entrò insieme ad uno scampanellio che segnalò la sua presenza. 
Dal retro del locale sbucò un signore anziano, un pò ingobbito, che indossava una palandrana e una papalina con una nappa penzolante.  
<< Bu...bu..buong..buongiorno>> Alfredo era talmente imbarazzato che iniziò a balbettare.
<< Buongiorno a lei, caro signore, mi dica pure. Ha visto qualcosa del mio negozio che le interessa particolarmente? >> chiese il vecchio.
<< No, anzi sì. A dire il vero vorrei chiederle della bicicletta>>
<< Ah! La bicicletta! Ottima scelta>> 
<< Veramente volevo solo chiedere se è in vendita e, nel caso quanto costa >> gli chiese Alfredo poco convinto perché sospettava che il prezzo fosse troppo alto.
<< Sentiamo, lei quanto sarebbe disposto a pagarla?>> gli chiese il negoziante lisciandosi la barba.
<< Ma non saprei, Se è in vendita avrà già un prezzo>>  
<<Dipende>>
<< Dipende ... da cosa?>> Alredo replicò un pò spazientito convinto, a quel punto, che il vecchio si burlasse di lui, come se giocasse a gatto e topo.
Con una piroetta l'anziano gli fu accanto e gli sussurrò all'orecchio:  << Dipende>>
<< Dieci euro >> gli propose deciso Alfredo.
<< Affare fatto. La bicicletta è sua. La può portare via anche ora >>.
 Alfredo non credette alle proprie orecchie e non se lo fece ripetere due volte. Pagò ed uscì quasi di corsa con il suo acquisto.
Soddisfatto salì in sella alla bicicletta   e andò al lavoro.
Nei giorni seguenti lo si vide sfrecciare in lungo e in largo per il paese, sembrava che non avesse altro da fare.
Alfredo amava quella bicicletta, perché gli bastava una piccola pedalata per percorrere un lungo tragitto, persino la salita non gli sembrava faticosa. 
Ogni giorno si allontanava sempre più in strade sconosciute pedalando felice come non lo era  mai stato fino ad allora.
Imboccò la strada provinciale che, tortuosa, attraversava il bosco. L'aria di ottobre era frizzantina e il vento sul viso era piacevole: ideale per un percorso più lungo del solito.
Alfredo si stupì di non fare alcuna fatica in salita e pensò di essere in ottima forma fisica.
Arrivò alla fine del bosco e si fermò ad ammirare  la vallata punteggiata di luci delle abitazioni in lontananza.
<< Ancora un pò e arriverò a Cantacavallo>> si disse soddisfatto.
Ripartì, ora la strada era meno tortuosa e la biciclettà sfrecciava sempre più veloce. Alfredo voleva godere la vista del paesaggio e iniziò a frenare, ma più ci provava e più la bicicletta andava veloce. 
<< Fermati, fermati >> urlò consapevole che non fosse lui ad avere il controllo del mezzo.
La bicicletta, in realtà,  aveva una vita propria e non obbediva ad Alfredo. Voleva provare l'ebbrezza di un volo e al primo tornante nonostante l'uomo sterzasse nel tentativo di seguire la carreggiata, la bicicletta tirò dritto e si librò nell'aria del precipizio .


                                                             Azzurrocielo


immagine  da: pixabay 

venerdì 17 agosto 2018

Vecchio olmo



Ammiro il tuo tronco nodoso e possente.
Mi avvicino e sotto la chioma, vecchio olmo,
mi sento al sicuro e avvolta da un'energia positiva.
Il vento calmo fa ondeggiare i tuoi rami con dolcezza e rispetto.
Ti abbraccio, vecchio olmo, perché possa ricevere la tua forza
 per affrontare le avversità.
Aiutami ad avere radici robuste come le tue.
La Vita mi potrà piegare ma, saldamente ancorata a terra,
non mi spezzerà.
Come te, caro vecchio olmo.


Azzurrocielo


immagine: da  pixabay


giovedì 9 agosto 2018

domenica 5 agosto 2018

Vorrei non dimenticare la tua voce



Vorrei non dimenticare quella tua voce dolce, con la quale a noi bambini cantavi la ninna nanna.
Certo, a modo tuo perchè devo dirlo, mamma, non eri proprio proprio intonata.
Però sono affezionata a quella melodia, un pò monotona, modellata sulle tue note che ci ha accompagnato nell' infanzia. Quasi quasi la preferisco all'originale!
Vorrei non dimenticare quella tua voce severa, con la quale ci riprendevi  quando noi bambini combinavamo marachelle.
Vorrei non dimenticare quella tua voce rassicurante, nei periodi difficili della nostra vita..
Vorrei non dimenticare quella tua voce cristallina delle risate, quella tua voce mai tremolante, mai indecisa.
Ora la sento solo dentro di me, la notte, quando il sonno fatica ad arrivare.
Vorrei tenerla stretta per sempre, come si conserva una perla preziosa perché per i visi ci sono le foto, mentre il ricordo della voce, nel tempo, si affievolisce.

                                                             Azzurrocielo

immagine:  pixabay

martedì 31 luglio 2018

Un GRAZIE a Maria Lucia La lettrice di carta



 Un GRAZIE IMMENSO  a Maria Lucia 
per l'attenzione che ha dedicato a me


Azzurrocielo


Ps: Maria Lucia ha un blog molto interessante!!!!

venerdì 27 luglio 2018

Berkana (Rinascita)


                                          Questa runa è un simbolo di nascita e rinascita.
                                              Siete pronti a spiccare il volo e realizzare
                                               ciò che avete in programma da tempo .

         (Non male come pensiero della giornata, anche perchè ultimamente lo penso spesso )
                     
                                                                  Azzurrocielo 

                                     

giovedì 26 luglio 2018

Sera di quasi ordinaria follia






Il caldo era opprimente. L'aria pesante di umidità, rendeva la serata poco piacevole.
Il negozio in penombra, illuminato da luci soffuse e piccole candele era afffollato:  un via vai di persone che acquistavano oggetti ricordo della loro vacanza.
Ma quella signora ingombrante carica di sporte di acquisti precedenti, voleva la confezione carina: la collana scelta era il regalo per un'amica.
No, il sacchettino con i fiori non le sembrava intonato al colore delle perle. Il nastrino era troppo stretto e il fiocchetto non era venuto arricciato bene.
Con pazienza la commessa cambiò il nastrino, cercò un sacchettino di una tonalità di blu che  incontrasse quella delle perle,
Confezionò di nuovo il fiocchetto. Mancava solo l'arricciatura delle estremità fatta con le forbici dalla lunga lama. Si passò velocemente un fazzolettino sulla fronte per asciugare le goccioline di sudore, non era un gesto elegante, lo sapeva,  ma l'afa rendeva tutto più complicato quella sera. Persino arricciare un fiocco su un regalo, persino sopportare la petulante signora ingombrante,  era troppo. Sentì dentro di sé l'impulso impellente di prendere le forbici e affondarle nella gola della persona che aspettava impaziente con aria di rimprovero il suo pacchetto .
Meglio appoggiare le forbici sul bancone e uscire fuori dalla porta a respirare aria fresca.
Già s'era immaginata la scena: la donna petulante con le forbici piantate nel collo.che urlava come una gallina.
Aria fresca, questo le occorreva!
Lasciò per un attimo che il vento le attraversasse i capelli, le accaressasse la schiena accaldata, fece un respiro profondo e rientrò in negozio pronta a finire il lavoro iniziato.
Ma quella signora ingombrante ora non voleva più né il pacchetto, né la collana ! Uscì risentita dal locale e mentre oltrepassava la porta , la commessa le urlò : << è la sua serata fortunata!>>.
La donna le rispose in malo modo perché  non sapeva quanto fosse stata fortunata per davvero: avere delle forbici dalla lunga lama infilzate nel collo non sarebbe stato piacevole, no, per nulla piacevole...



                                     Azzurrocielo ( tratto da un episodio che avrebbe potuto verificarsi)

immagine da Pixabay,com

mercoledì 25 luglio 2018

lunedì 23 luglio 2018

domenica 22 luglio 2018

Insieme Raccontiamo 35








dal blog di Patricia partecipo a Insieme Raccontiamo 35



ecco l'incipit di Patricia:

IL PASSATO

Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l'aveva tormentata. Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. "Forse solo abbattendolo a fucilate" pensò.
Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata:



una quasi vittima dell’epidemia. Aveva a tratti momenti di lucidità e proprio in quei brevi momenti ricordava i giorni di caos, l’idea della fuga dalla sua città un piano programmato nei minimi particolari, ma poi .. il progetto fu abbandonato perché lui non voleva lasciare tutto quello che avevano costruito insieme proprio lì.
Lui poi si era ammalato e lei non sapeva come definirlo: era forse diventato un walking dead ?
Abbracciò il fucile, gli avrebbe sparato dritto al cuore e alla testa. Si sentiva strana, i pensieri nella sua mente ora si mescolavano e annebbiavano: doveva fare presto, qualcosa stava cambiando in lei.

Uscì dalla porta sul retro e lo chiamò a gran voce, ma quello che riuscì a urlare fu solo un “ aaaaargh!” gutturale, profondo...