martedì 10 luglio 2018

L'attesa





Erano giorni che osservava quel gran viavai attorno a lui: chi andava, chi tornava, chi partiva a fatica, chi lo faceva come se fosse la cosa più naturale del mondo. 
Ma lui no. 
Aspettava il momento giusto, con un po’ di impazienza perché avrebbe voluto essere come tutti gli altri.
Nell’attesa che arrivasse il momento favorevole per partire, aspettava l’arrivo rassicurante dei suoi genitori che, puntuali ritornavano ogni sera.
Nel tempo diventò sempre più attento ai movimenti dei suoi simili  e dei suoi  fratelli, seguendo ogni loro mossa, strategia e dettaglio.
Finché arrivò un mattino di sole splendente, cielo limpido e un leggero venticello. 
Si fece coraggio, si sporse sul bordo del nido, aprì le ali e si lanciò nell'aria fresca urlando dentro di sé:  << Si può fare!!! >> 



Azzurrocielo

immagine : da qui

martedì 3 luglio 2018

Haiku 2




                                                                    Gialli silenti
                                                                  voltandosi intorno
                                                                     Vita e Fine

                                                             (ispirato e tratto da qui ) 

                                                                     Azzurrocielo

mercoledì 27 giugno 2018

Sorprendimi di Sophie Kinsella




Sorprendimi è un libro dal quale mi aspettavo di più. L'ho letto subito dopo Preghiera per Cernobyl perchè avevo voglia di leggerezza, avevo voglia di leggere un libro della Kinsella che mi facesse ridere, come ad esempio Fermate gli sposi.
Sorprendimi fa sorridere. Le situazioni nella quale si trovano i protagonisti sono leggermente surreali.
Libro godibilissimo dal punto di vista della lettura scorrevole ma... cercavo il "tocco magistrale" dell' autice , che qui mi è sembrato un pò sotto tono.
Buona l'idea della trama, un pò piatta nello svolgimento centrale, per poi riprendersi sul finale ... non dico nulla per non spoilerare.
Tutto sommato un libro piacevole, da leggere!

Azzurrocielo

venerdì 15 giugno 2018

Haiku 1




                                                                   scorci di campi
                                                                   nuvole soffici e
                                                                   pace nel cuore

                                                   
                                                                      Azzurrocielo

Foto della mia amica Manu



mercoledì 6 giugno 2018

IL tempo



Era una mattina come tutte le altre, la sveglia suonò al solito orario e con un discreto anticipo alla partenza del treno, in modo che potesse far colazione sorseggiando il caffè d'orzo con calma, mentre controllava i messaggi whatsapp sul cellulare. Rispose ai vari ' buongiorno' con faccine sorridenti e l'immagine di una tazzina di caffè.
Flavio non sapeva se sarebbe stata una buona giornata. In ufficio lo aspettavano alcune pratiche problematiche sulla scrivania e che aveva ignorato per giorni.
Gettò lo sguardo all'orologio appeso alla parete e fece un sobbalzo: mancavano dieci minuti alla partenza del treno e non gli sembrava di aver perso la cognizione del tempo.
Uscì di casa correndo mentre si sistemava la cravatta e arrivò al binario.
Deserto.
Ricontrollò l'orario sul cellulare e si rese conto che erano trascorse due ore.
Ben due ore.
Pensò che si fosse sfasato qualcosa nel suo smartphone ma anche l'orologio della stazione confermò che erano le 9:30.
Confuso cercò fra gli orari dei treni per capire a che ora sarebbe partito il prossimo. No, decisamente qualcosa non andava nel cellulare: gli orari cambiavano ininterrottamente come se fossero in continuo aggiornamento.
<< Ma che diamine sta succedendo oggi? >>
Si guardò intorno e l'unica persona che vide sul binario era un vecchio che trainava un piccolo carretto carico di oggetti vari e indefinibili. Con passo lento  gli si stava avvicinando e quando gli fu di fronte Flavio pensò di rivolgersi a lui. Già, ma per chiedergli cosa?
Il vecchio si fermò in attesa. Poi gli disse:
<< gran bella serata, vero? >>
Serata?
Flavio era sempre più sconcertato, in effetti il cielo era all'imbrunire.
<< Scusi, ma ... da quanto tempo siamo qui? >>  non sapeva neppure lui che dire e questa domanda gli sembrava banale.
<< L'asse >> disse il vecchio come se neppure lo avesse sentito
<< Che asse?>> Flavio pensò che l'uomo stesse farneticando.
<< L'asse terrestre si sta spostando e il tempo va più veloce >> gli rispose serio.
<< Ma dove sono tutti gli altri, qui siamo solo noi due >>
<< Hanno fatto il salto, io non ci sono riuscito, le gambe non sono più quelle di un tempo>> prese il carretto e continuò lungo la banchina del binario.
Flavio ripeté mentalmente le parole, asse, tempo, veloce, salto.
Decisamente era una pessima giornata. Da dimenticare. Se possibile.

Azzurrocielo


(immagine da pixabay )


venerdì 25 maggio 2018

25 DOMANDE INDISCRETE CINEMATOGRAFICHE

Ringrazio di cuore la gentile Sinforosa che mi ha passato il testimone per questo meme  sulla cinematografia, un meme davvero originale e gradito. Bisognerebbe rispondere a queste 25 domande:

1.Il personaggio cinematografico che vorrei essere? 
   Sicuramente Alice nel Paese delle Meraviglie
2.Genere che amo e genere che odio? 

   Amo thriller e horror e odio film d'amore
3.Film in lingua originale o doppiati? 

    Doppiati, anche ultimamente inizio a seguire film in lingua originale
4.L'ultimo film che ho comprato?

    mmmm non ne compro
5.Sono mai andato al cinema da solo? 

    No preferisco andare in compagnia
6.Cosa ne penso dei Blu-Ray?
    non saprei 
7.Che rapporto ho con il 3D? 

    non mi piace particolarmente
8.Cosa rende un film uno dei miei preferiti? 

    la trama sicuramente
9.Preferisco vedere i film da solo o in compagnia? .

   è indifferente
10.Ultimo film che ho visto?
     It su infinity  rivisto perchè lo avevo già visto al cinema
11.Un film che mi ha fatto riflettere?

     L'ora più buia
12.Un film che mi ha fatto ridere?

     Come un gatto in tangenziale
13.Un film che mi ha fatto piangere?

     Ella & John 
14.Un film orribile?

     ce ne sono tanti , ora non me ne viene in mente nessuno
15.Un film che non ho visto perché mi sono addormentato?

     L'uomo di neve e non so spiegarmi il motivo, forse perché avevo letto il libro?
16.Un film che non ho visto perché stavo facendo le "cosacce"? 
      Mah non ricordo
17.Il film più lungo che ho visto?

     Avatar 
18.Il film che mi ha deluso? 

     deluso nessuno mi pare, magari perplessa 
19.Un film che so a memoria? 

      Shining
20.Un film che ho visto al cinema perché mi ci hanno trascinato?

     Attacco al potere 
21.Il film più bello tratto da un libro?

     La ragazza con l'orecchino di perla
22.Il film più datato che ho visto?

     Nosferatu
23.Miglior colonna sonora? 
     The Untouchables
24.Migliore saga cinematografica?

      Harry Potter 
25.Miglior remake? 

     non mi piacciono

Ora dovrei passare il testimone ma non so bene chi abbia già partecipato o no, mi verrebbe in mente Patricia ma non saprei... scusate

Azzurrocielo

giovedì 24 maggio 2018

Uno




                                                                  Sono la casa
                                                                 e vidi quando
                                                               volasti dalle scale
                                                                  spinto da lei



                                                                 Azzurrocielo

                                                   (immagine da pixabay.com)

lunedì 30 aprile 2018

concerto del coro Work in Progress a Cervia


Il concerto sarà a Cervia.
Un'occasione per ascoltare musica e canzoni.
Un'occasione per aiutare e sostenere la Mensa Amica della nostra città



mercoledì 25 aprile 2018

Confusione




Spesso diventa il troppo amore
egoismo.
L'amore a volte è lasciar andare.


Azzurrocielo

giovedì 12 aprile 2018

Il cappello azzurroblu


Da quanto tempo fosse lì non se lo ricordava neppure. Aveva raggiunto una posizione comoda: in alto a sinistra, posto luminoso, senza che i raggi di sole gli arrivassero direttamente addosso; posizione di visibilità e. al tempo stesso non troppo in mezzo agli suoi simili.
Ogni tanto capitava che qualcuno lo indicasse con il dito e, una volta uscito dalla sua postazione... ahhh si respirava aria nuova! Un giretto qua, un giretto là e poi di nuovo al proprio posto, che trovava sempre libero. Lo abbiamo detto che, il suo, era un posto privilegiato, no?!
Era un paesino tranquillo, sulle colline e la ragazzina ci trascorreva le vacanze a casa dei nonni.
Ogni estate i suoi genitori l'accompagnavano e poi andavano a prenderla pochi giorni prima che ricominciasse la scuola.
La ragazzina era contenta che la scuola fosse terminata ed era anche felice di stare dai nonni: finalmente non avrebbe rivisto per un paio di mesi quei suoi compagni antipatici che la prendevano in giro per qualunque cosa.
La nonna l'accolse con un grande abbraccio rassicurante e le scostò dal viso i lunghissimi capelli neri dietro i quali la ragazzina si sentiva al sicuro.
Le giornate con i nonni erano divertenti. Con la nonna, insieme, cucinavano torte e biscotti per la colazione e con il nonno sistemavano il giardino e l'orticello dietro casa nelle ore più fresche della giornata.
Ma la cosa che le piaceva di più era quando trascorrevano sedute, lei e la nonna, sotto il portico e la nonna le raccontava storie. Storie belle, fantastiche... come quella del cappello azzurroblu.
La nonna non le aveva voluto svelare troppo, ma le aveva solo detto che l'avrebbe accompagnata al negozio e le avrebbe fatto vedere il cappello: era certa che le sarebbe piaciuto.
Certo, era un cappello particolare, dalla forma particolare, dal potere particolare...
Un giorno la nonna e la ragazzina si fermarono davanti alla vetrina del negozio di cappelli.
<< Guarda se lo riconosci. E' un cappello, qui ce ne sono tanti, ma occorre saperlo riconoscere >> le disse la nonna sorridente.
La ragazzina lo notò subito, quel cappello azzurroblu era nel ripiano in alto a sinistra e le sembrava bellissimo!
Il colore le faceva pensare al cielo azzurroblu che vedeva ogni mattina quando apriva la finestra della sua camera e sentiva il profumo della torta preparata dalla nonna per la colazione, era rassicurante tutto questo e poi... era un bel cappello!
Entrarono nel negozio insieme e la nonna salutò allegramente la proprietaria del negozio di cappelli, la signora col vestito giallo che non sembrò troppo sorpresa quando la ragazzina le indicò il cappello che aveva scelto, il cappello azzurroblu, appunto.
<< Questo è un cappello speciale e non è in vendita >> specificò prendendolo dalla vetrina,
Aveva un sorriso gentile e continuò a spiegare 
<< Non è in vendita ma lo lascio in prestito a chi me lo chiede >>.
La ragazzina la guardò stupita.
<< Ma se poi non te lo restituiscono, tu perdi il cappello! >>.
La signora vestita di giallo spiegò:
<< Questo è un cappello speciale, mica uno dei tanti che vedi qui in negozio. E' un cappello un pò, diciamo, magico. Torna sempre >>.
<< Come? Torna? >> la ragazzina era incuriosita tantissimo dalla storia di quel copricapo.
La nonna e la signora vestita di giallo si scambiarono uno sguardo d'intesa.
La signora rise.
<< Eh ma non ha mica le gambe! Torna perché chi lo ha indossato lo riporta quando non ne ha più bisogno >>.
La ragazzina continuava a non capire ma indossò il cappello.
<< Diciamo che te lo lascio in prestito >> continuò a spiegare la signora del negozio.
<< Come, in prestito? >>
<< Quando non ti servirà più lo riporterai e io lo riposizionerò al suo posto in vetrina >>.
La ragazzina si guardò allo specchio e insieme alla nonna che sorrideva e, insieme, uscendo dal negozio si sentiva diversa, camminavano fianco a fianco e lei si sentiva più sicura.
Sentiva che non avrebbe avuto più paura dei compagni che la prendevano in giro.
Ora aveva il cappello azzurroblu che le dava sicurezza, era come il suo scudo e nessun commento cattivo l'avrebbe ferita.
 E fu così che la ragazzina lo indossò per tutte le vacanze che trascorse dai nonni e, a quel punto, capì che era arrivato il momento di restituirlo alla signora vestita di giallo.
Appoggiò il cappello sul bancone del negozio.
La ragazzina uscì sorridente.
<< Bravo cappello azzurroblu. Hai fatto un buon lavoro e il meriti il tuo posto d'onore in vetrina >> disse la signora vestita di giallo riponendolo nella mensola in alto a sinistra,
Ora la ragazzina dai lunghissimi capelli neri, portava i capelli corti perché non aveva più paura e non le occorrevano lunghi capelli dietro i quali nascondersi.
Quando tornò a scuola, la sicurezza acquisita la rendeva simpatica e sorridente e quei compagni sciocchi che per tanto tempo l'avevano presa in giro, diventarono persino suoi amici.
Quella fu un'estate fantastica per la ragazzina che continuò a ricordare per tanto tempo il cappello azzurroblu e la sua magia.

Azzurrocielo


pubblicata nell'antologia Sotto l'ombrellone... ti racconto una fiaba  volume 1

foto da pixabay

venerdì 23 marzo 2018

Inversioni di ruoli





La vita tra i molti regali, me ne ha fatto uno grande: un papà. Un padre che, per l’educazione ricevuta nella sua generazione, si è sforzato di avere un dialogo con noi figli. Capisco che per lui cresciuto in un’epoca in cui i bambini (quasi fossero accessori di serie B) non venivano fatti  neppure sedere a tavola per il pranzo o la cena con gli altri famigliari, sia stato un enorme salto educativo, frutto della sua saggezza.
Si, mio padre l’ho sempre considerato un “saggio”, uno di quelli che ha sempre ponderato i pro e i contro di ogni decisione. Nei geni che mi ha trasmesso questa caratteristica è assente perché io sono istintiva all’ ennesima potenza, ma lo riconosco e mi sforzo di appropriarmi di questa sua qualità.
Mi ha insegnato il valore dell’onestà, della coerenza dei propri principi.
Mi ha insegnato a non “essere pecora”, a non seguire la massa, ma portare avanti le mie idee e convinzioni sempre e comunque, anche quando queste possano diventare uno svantaggio. <<L’importante è potersi guardare allo specchio ed essere fieri delle proprie azioni >>  ha sempre sostenuto.
Tuttavia, in questo periodo, mio padre ottantenne con la vista ridottissima, rimasto solo senza mia madre da quattro anni, riesce a fare trasformare me stessa in “padre-madre” di “mio padre”.
Ogni tanto mi trovo a doverlo riprendere per qualche comportamento avventato, come andare in bicicletta in pieno inverno quando la strada è ghiacciata col rischio che, cadendo, si rompa un femore o qualche altro osso,  evento fortemente sconsigliato per lui che ha pure l’osteoporosi! Niente da fare, non si convince. Continuo a dirgli che è pericoloso, che le conseguenze di una caduta potrebbero essere invalidanti per la sua età, ma queste argomentazioni sono troppo soft.  
.
Capisco che mantenere una propria autonomia sia importante, ma ci sono alcune cose per le quali è bene che si faccia aiutare.
Piccoli capricci dell’età.  Li definisco così in modo benevolo, quelli di un padre ottantenne che fanno anche tenerezza perché ti rendi conto che il  detto popolare “la vita è una ruota che gira” ha un fondamento anche in questa inversione di ruoli. I figli che diventano padri-madri dei loro stessi padri.

Azzurrocielo

foto: https://pixabay.com/it/vecchiaia-i-giovani-la-mano-nonna-360714/

giovedì 22 marzo 2018

Il filo di lana azzurra








Da piccola mi incantavo a guardare le mani di mia nonna Agostina lavorare   velocemente con l’uncinetto.
Ai miei occhi di bambina dotata di tanta fantasia,  sembrava che usasse una bacchetta magica con la quale intrecciava tanti fili colorati per creare  il guardaroba, compreso un bellissimo vestito da ballerina con tutù,  per la mia Barbie e le altre bambole preferite.
<< Nonna mi insegni?>> chiedevo impaziente.
Sedute davanti al camino mi diede un bel gomitolo di lana azzurra.
Il punto catenella è la base del lavoro all’uncinetto.
Ricordo che ogni sabato pomeriggio facevo metri e metri di catenelle insieme a nonna Agostina che, nel frattempo preparava una tazza di cioccolata calda e mi raccontava filastrocche e storie di quando lei era bambina.
Mia nonna puntualmente alla sera, di nascosto,  sfilava il mio lavoro fatto e, la settimana successiva mi faceva trovare di nuovo il gomitolo con il quale ricominciavo a fare  metri infiniti di catenelle.
<< Nonna, ma quando mi insegni qualcosa di diverso? Io voglio fare una copertina per la mia bambola >>.
<< Bambina mia, occorre pazienza. Per ogni buon lavoro bisogna avere una base precisa e solida>>.
Spesso ripenso con nostalgia a quel gomitolo azzurro che ha accompagnato tanti mesi spensierati in compagnia di mia nonna.



Azzurrocielo



Secondo posto sezione Racconto breve al concorso Scrivile 2018



foto:  https://pixabay.com/it/culla-del-gatto-lana-676192/


giovedì 15 marzo 2018

Marzo





 Marzo, mille colori e profumi rasserenano


Azzurrocielo


Con questo partecipo alla Sfida 24 di Sinforosa Castoro


(immagine da  pixabay.com/it/photos/)

martedì 6 marzo 2018

un premio ricevuto da una blogger






                                               La Paisible award, Premio Audrey Hepburn




Con imperdonabile ritardo, ringrazio qui sul blog Sari che ha pensato al mio blog unazzurrocielo.blogspot.it per questo particolare premio elegante .
Sono onorata Sari che tu abbia pensato a me e al mio blog .
Chiedo scusa per il ritardo , ma sono un  pò incasinata ultimamente ( e chi mi conosce di persona direbbe "e quando non lo sei'")



Grazie Sari !!!!!


Azzurrocielo

venerdì 2 marzo 2018

La carezza


                                                    (immagine da pixabay.com)




Finalmente dopo mesi di insonnia 
ora dormo un sonno tranquillo, 
forse il motivo è perché ti sto sognando. 
Sorrido, nel sogno non mi parli, non mi sorridi ma ci sei, 
sto bene in tua compagnia,  sei lì accanto a me. 
Mi sveglio all'improvviso e sono sicura di non aver solo sognato, 
sono sicura di aver sentito la tua carezza sul mio viso, mamma.


Azzurrocielo