giovedì 12 aprile 2018

Il cappello azzurroblu


Da quanto tempo fosse lì non se lo ricordava neppure. Aveva raggiunto una posizione comoda: in alto a sinistra, posto luminoso, senza che i raggi di sole gli arrivassero direttamente addosso; posizione di visibilità e. al tempo stesso non troppo in mezzo agli suoi simili.
Ogni tanto capitava che qualcuno lo indicasse con il dito e, una volta uscito dalla sua postazione... ahhh si respirava aria nuova! Un giretto qua, un giretto là e poi di nuovo al proprio posto, che trovava sempre libero. Lo abbiamo detto che, il suo, era un posto privilegiato, no?!
Era un paesino tranquillo, sulle colline e la ragazzina ci trascorreva le vacanze a casa dei nonni.
Ogni estate i suoi genitori l'accompagnavano e poi andavano a prenderla pochi giorni prima che ricominciasse la scuola.
La ragazzina era contenta che la scuola fosse terminata ed era anche felice di stare dai nonni: finalmente non avrebbe rivisto per un paio di mesi quei suoi compagni antipatici che la prendevano in giro per qualunque cosa.
La nonna l'accolse con un grande abbraccio rassicurante e le scostò dal viso i lunghissimi capelli neri dietro i quali la ragazzina si sentiva al sicuro.
Le giornate con i nonni erano divertenti. Con la nonna, insieme, cucinavano torte e biscotti per la colazione e con il nonno sistemavano il giardino e l'orticello dietro casa nelle ore più fresche della giornata.
Ma la cosa che le piaceva di più era quando trascorrevano sedute, lei e la nonna, sotto il portico e la nonna le raccontava storie. Storie belle, fantastiche... come quella del cappello azzurroblu.
La nonna non le aveva voluto svelare troppo, ma le aveva solo detto che l'avrebbe accompagnata al negozio e le avrebbe fatto vedere il cappello: era certa che le sarebbe piaciuto.
Certo, era un cappello particolare, dalla forma particolare, dal potere particolare...
Un giorno la nonna e la ragazzina si fermarono davanti alla vetrina del negozio di cappelli.
<< Guarda se lo riconosci. E' un cappello, qui ce ne sono tanti, ma occorre saperlo riconoscere >> le disse la nonna sorridente.
La ragazzina lo notò subito, quel cappello azzurroblu era nel ripiano in alto a sinistra e le sembrava bellissimo!
Il colore le faceva pensare al cielo azzurroblu che vedeva ogni mattina quando apriva la finestra della sua camera e sentiva il profumo della torta preparata dalla nonna per la colazione, era rassicurante tutto questo e poi... era un bel cappello!
Entrarono nel negozio insieme e la nonna salutò allegramente la proprietaria del negozio di cappelli, la signora col vestito giallo che non sembrò troppo sorpresa quando la ragazzina le indicò il cappello che aveva scelto, il cappello azzurroblu, appunto.
<< Questo è un cappello speciale e non è in vendita >> specificò prendendolo dalla vetrina,
Aveva un sorriso gentile e continuò a spiegare 
<< Non è in vendita ma lo lascio in prestito a chi me lo chiede >>.
La ragazzina la guardò stupita.
<< Ma se poi non te lo restituiscono, tu perdi il cappello! >>.
La signora vestita di giallo spiegò:
<< Questo è un cappello speciale, mica uno dei tanti che vedi qui in negozio. E' un cappello un pò, diciamo, magico. Torna sempre >>.
<< Come? Torna? >> la ragazzina era incuriosita tantissimo dalla storia di quel copricapo.
La nonna e la signora vestita di giallo si scambiarono uno sguardo d'intesa.
La signora rise.
<< Eh ma non ha mica le gambe! Torna perché chi lo ha indossato lo riporta quando non ne ha più bisogno >>.
La ragazzina continuava a non capire ma indossò il cappello.
<< Diciamo che te lo lascio in prestito >> continuò a spiegare la signora del negozio.
<< Come, in prestito? >>
<< Quando non ti servirà più lo riporterai e io lo riposizionerò al suo posto in vetrina >>.
La ragazzina si guardò allo specchio e insieme alla nonna che sorrideva e, insieme, uscendo dal negozio si sentiva diversa, camminavano fianco a fianco e lei si sentiva più sicura.
Sentiva che non avrebbe avuto più paura dei compagni che la prendevano in giro.
Ora aveva il cappello azzurroblu che le dava sicurezza, era come il suo scudo e nessun commento cattivo l'avrebbe ferita.
 E fu così che la ragazzina lo indossò per tutte le vacanze che trascorse dai nonni e, a quel punto, capì che era arrivato il momento di restituirlo alla signora vestita di giallo.
Appoggiò il cappello sul bancone del negozio.
La ragazzina uscì sorridente.
<< Bravo cappello azzurroblu. Hai fatto un buon lavoro e il meriti il tuo posto d'onore in vetrina >> disse la signora vestita di giallo riponendolo nella mensola in alto a sinistra,
Ora la ragazzina dai lunghissimi capelli neri, portava i capelli corti perché non aveva più paura e non le occorrevano lunghi capelli dietro i quali nascondersi.
Quando tornò a scuola, la sicurezza acquisita la rendeva simpatica e sorridente e quei compagni sciocchi che per tanto tempo l'avevano presa in giro, diventarono persino suoi amici.
Quella fu un'estate fantastica per la ragazzina che continuò a ricordare per tanto tempo il cappello azzurroblu e la sua magia.

Azzurrocielo


pubblicata nell'antologia Sotto l'ombrellone... ti racconto una fiaba  volume 1

foto da pixabay

2 commenti:

  1. Bella davvero! Hanno fatot benissimo a pubblicarla! Merita!
    Ciao stella! Bacio!

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